Il Distruttore

Natura bizzarra, selvaggia, a volte crudele, il Micro Mondo degli insetti non esula da questo, anzi forse e proprio lì che accadono le cose più crudeli, un semplice prato fiorito per noi è solo un luogo dove fare picnic e rilassarsi, per gli insetti al contrario è una savana fatta di leoni, gazzelle e non solo.

Quando sono sul campo in cerca di soggetti da fotografare capita di imbattersi in cose fuori dal “comune”, incuriosito dal ritrovamento sorge subito una domanda: che caspita ho trovato? Spinto dalla curiosità, il passo successivo è fotografare e documentare nel modo più completo possibile il ritrovamento, questo perché le foto fatte saranno di vitale importanza per la classificazione e identificazione della bizzarria vittima della mia attenzione. È così che inizia la ricerca in rete da quella semplice domanda che merita una risposta in grado di appagare la mia curiosità.

Quello sopra descritto è il caso del ritrovamento fatto non molto tempo fa. A primo impatto avevo già intuito (frutto di altre ricerche fatte negli anni) in parte che la povera mosca malconcia che stavo guardando e fotografando era vittima di un parassita, ma che tipo di parassita?

Focus Stacking di 20 esposizioni con Rapporto di Riproduzione 2:1 Exif: Time 1/15 a f/10 ISO 1600

Arrivato in studio il passo successivo è stato selezionare le foto più interessanti, per poi darle in pasto al motore di ricerca nella speranza di trovare foto simili, per mia fortuna la ricerca non è durata molto, e subito sotto i miei occhi è comparso un nome: Entomophthora muscae.

Solo il nome è tutto un programma, il nome Entomophthorales deriva dal greco e significa distruttore di insetti “entomo” insetto, “phthor” distruttore.

Il proprietario di questo nome è un fungo appartenente alla famiglia delle Entomophthoraceae, un fungo che attacca le mosche e poi le uccide, proprio così …  le spore che si trovano disperse nel terreno riescono a penetrare l’esoscheletro di una mosca, se questa disgraziatamente ne viene a contatto, queste lentamente crescono all’interno uccidendola, prima che questo avvenga però il fungo “costringe” la mosca a volare e posarsi più in alto possibile sulla vegetazione, in questo modo alla fine del processo le spore si troveranno agevolate nella loro dispersione per mezzo del vento e delle correnti d’aria.

Scatto singolo Rapporto di Riproduzione 2:1 Exif: Time 1/15 a f/11 ISO 1600

La mosca morta rimane attaccata alla vegetazione alta, in una posizione che assicura le migliori opportunità di diffusione delle spore.

Focus Stacking di 45 esposizioni con Rapporto di Riproduzione 2.5:1 Exif: Time 1/15 a f/9 ISO 1600

Una mosca parassitata le spore iniziano ad uscire dal suo corpo.

Focus Stacking di 74 esposizioni con Rapporto di Riproduzione 2:1 Exif: Time 1/40 a f/7.1 ISO 1250

Ormai della mosca rimane ben poco il fungo è adulto.

Focus Stacking di 60 esposizioni con Rapporto di Riproduzione 4:1 Exif: Time 1/15 a f/9 ISO 3200

Le ife del fungo crescono in tutto il corpo della mosca fuoriuscendo in prossimità dei segmenti addominali, in questa foto è possibile vederle dietro la testa della mosca. Con il termine ife si indicano i filamenti unicellulari o pluricellulari, uni nucleati o polinucleati di forma cilindrica allungati, che disposti uno sull’altro formano il micelio, ovvero il corpo vegetativo dei funghi.

 

 

 

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